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Si, ce l’ho fatta…

Si, ce l’ho fatta…

Questa frase echeggiava dentro ognuno di noi, dopo che, in soli tre giorni, ci eravamo scalati Il Colle delle Finestre, Monviso Pian del Re, Colle dell’Agnello, Izoard e Monginevro. Detto così, potrebbe sembrare facile, ma non lo è stato e vi assicuro che tutti i partecipanti hanno dovuto dare il massimo ed hanno prima dovuto vincere una battaglia contro sé stessi, per poi vincere quella contro le montagne, eh si, perché se non ti metti in testa che ce la farai a prescindere da ogni ostacolo, hai già perso in partenza.

La mattina del 23 Agosto la carovana si separava: i partecipanti del mini Raid facevano ritorno a casa, mentre chi aveva scelto una sfida più lunga, quella del Gran Raid, si affrontava al Mont Ventoux.

Un mese prima avevo scoperto che era possibile ottenere un brevetto, rilasciato a chi scala tutti i  tre versanti, e la cosa mi ha affascinato, al punto che, dopo una riunione con i ragazzi che sarebbero venuti al Gran Raid, ci iscriviamo.

Dopo i saluti con chi rientrava, partiamo da Susa in direzione Bedoin. Durante il viaggio ci siamo rilassati con fantastici paesaggi e con i racconti delle tappe precedenti, e dopo 5 ore di viaggio arriviamo a destinazione in una giornata serena e molto calda. Scesi dal nostro van, abbiamo alzato gli occhi al cielo e lui era li, maestoso… il mostro ci aspettava, un silenzio di rispetto si sparse in sottofondo e in quel momento iniziammo a renderci conto di cosa ci stesse aspettando.

La sera a cena eravamo un po’ tesi, forse avevamo sottovalutato la cosa, forse eravamo preoccupati di non riuscire, rimaneva solo di andare a riposare, la sveglia avrebbe suonato molto presto l’indomani.

Giovedì 24/08/2017, ore 6,30, si parte! Andiamo a mettere il primo timbro sul nostro Road Book, dove riportiamo l’ora, e l’incaricato, guardandoci preoccupato, ci sussurrò: “grand courage”, come a sottintendere che non erano molti quelli che si avventuravano nell’impresa. Si parte con l primo versante, che era anche il più impegnativo, ma noi eravamo ancora freschi, infatti, nonostante i primi 15 Km fossero veramente impegnativi (soprattutto quelli all’interno della foresta), li superiamo, e durante gli ultimi 6 km vedevamo la vetta caratteristica di questa montagna  unica.

Arrivati in vetta, altro timbro, ma a quel punto il tempo cominciava a cambiare e minacciava pioggia, ed io, già stanco, iniziai a chiedermi se la montagna ci avrebbe lasciato proseguire e se il tempo avrebbe retto. Subito mi resi conto che stavo sbagliando punto di vista, forse non avrei dovuto considerare la montagna come una nemica da sconfiggere, ma come un degno avversario da rispettare: non dovevo solo pensare a salire, avrei dovuto accarezzare i suoi versanti, farlo secondo i ritmi che Lei mi dava e mi avrebbe permesso il passaggio. Quando si affrontano queste sfide, non c’è spazio per gli spavaldi, possiamo essere i più bravi ciclisti del mondo, ma la montagna può rimandarti indietro quando vuole e rendere tutto impossibile.

Arrivati a Malucène, altro timbro, e con altri incoraggiamenti si riparte per la seconda ascesa, ma oltre le varie difficoltà già incontrate in precedenza, iniziò a piovere. Per fortuna era solo una pioggerella, che più che ostacolarci ci stava rinfrescando, visto il grande caldo dei giorni precedenti. Una volta in vetta, uscì di nuovo il sole e senza pensarci troppo ci lanciammo verso il terzo obbiettivo della giornata: Salt, raggiunto anche questo e anche l’ultimo timbro era nostro. Cercammo di recuperare un po’ e ripartimmo con un caldo infernale, per fortuna la strada era in ombra. A 6 km dalla vetta avevamo deciso di ritrovarci e salire insieme, tutti avevamo delle facce stravolte, ma tutti insieme affrontammo gli ultimi chilometri, senza vegetazione, che con quel caldo sarebbero stati infernali. Arrivati finalmente in vetta, rimaneva solo di recuperare e raccogliere le ultime forze per le foto di rito, anche se il classico vento forte e la stanchezza ci faceva percepire un po’ di freddo, ma all’improvviso il sole….com’era possibile che quando servisse la pioggia, pioveva, che quando fosse caldo, eravamo in ombra, e che quando avevamo freddo uscisse il sole?

SI, l’avevamo sfidata, ma rispettata, e il mostro non era più tale ma era una montagna Unica che si era voluta concedere a noi regalandoci momenti unici che sarà impossibile cancellare.

Grazie a tutti voi di farmi provare queste emozioni

Fox

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